IL COACHING

COACHING: TUTTI NE PARLANO…MA CHE COS’E’?

Ultimamente si sente sempre di più un amico, un collega, un conoscente, dire “Vado dal mio coach” e spesso rimaniamo con questo grande dubbio nella testa: “dal mio coach…bah…che sarà mai poi questo coach”. Ecco, sono qui proprio per chiarire un po’ le idee su chi è, cosa fa, a che serve questo tanto nominato COACH.

IN PRIMIS, DA DOVE ARRIVA TUTTO CIO’?

In realtà, se vogliamo proprio essere precisi, il Coaching esiste fin dal V secolo a.C.; si può dire che in quel periodo il termine “Coach” era sostituito dal termine “Alleato”, ossia una persona che partendo dalle potenzialità di ciascun individuo ne favoriva lo sviluppo attraverso uno specifico metodo.

L’essere umano è sempre stato alla ricerca di se stesso: nel V sec. a.C. Pindaro, poeta greco, salutava i suoi discepoli dicendo “Diventa ciò che sei”, Eraclito, filosofo greco, diceva “L’unica cosa permanente è il cambiamento”, Socrate, filosofo greco, è stato colui dal quale il Coaching prende uno dei suoi principi fondamentali “So di non sapere” e con loro molti altri già viaggiavano sulla stessa linea.

In questo lungo viaggio di domande, che non ha un vero e proprio inizio come non avrà mai una vera e propria fine, negli anni ’70 arrivò colui che viene designato come il primo vero ideatore del Coaching: Timothy Gallway, un insegnante di tennis californiano che portò alla luce quanto la mente potesse condizionare i suoi giocatori, molto più di qualsiasi altra cosa.

Disse: “ L’avversario che si nasconde dentro la nostra mente è molto più forte di quello che troviamo dall’altra parte della rete”.

Inutile dire, vista l’evoluzione esponenziale del Coaching, che aveva ragione.

AD OGGI REGNA LA “COACHING CONFUSIONE”

Come accennavo prima, il Coaching si è diffuso esponenzialmente negli ultimi anni:

siamo sicuri che tutti possano definirsi davvero Coach?

Purtroppo, non essendoci un albo, ciascuno di noi potrebbe svegliarsi una mattina e dire “Cià che divento un coach”, iniziando a praticare sin da subito senza nessun tipo di competenza in merito; ebbene si, molti lo fanno, perché oggigiorno “fare il coach” fa figo.

Mille tipi di Coach diversi: Mental coach, Spiritual coach, Women Coach, Business Coach, Life Coach, Sport Coach, Teen Coach, Game Coach…e mille altri. Ora, è vero che ciascuna di queste tipologie indica un target, al quale il Coach in questione si rivolge, indicando così la propria clientela e competenze specifiche, ma mi chiedo quanto questa enorme divisone serva davvero e quanto invece porti solo una gran confusione nel campo, che già esiste di base data ancora la non chiarezza a tutti di ciò che è e fa un vero Coach.

In realtà, il Coaching è un metodo ben preciso, studiato negli anni passati e ancora in evoluzione grazie a studi sempre più approfonditi, applicabile a molte sfere esistenti nella vita di ciascuno. Possiamo definire il nostro target si, possiamo acquisire sempre più tecniche ed esperienza ma il metodo base rimane sempre quello dei padri fondatori come John Whitmore e Timothy Gallway.

Di Fuffa Coach (come simpaticamente li definiamo) ce ne sono molti; personalmente credo che ciascuno di noi abbia qualcosa da dare, e se la persona che avete davanti vi sta aiutando positivamente perché non darle fiducia. Credo anche che, purtroppo, molte persone se ne approfittino e svolgano una professione assolutamente inadatta al proprio essere, creando così ulteriori complicazioni ai Coachee con cui lavorano. Il mio consiglio è quello di informarsi, seguire l’istinto, constatare se nella pratica il Coach da noi scelto ci sta aiutando o meno e scegliere la cosa migliore per noi stessi, tenendo sempre in mente una cosa fondamentale:

UN COACH E’ UN COACH, NON FA IL COACH.

AD OGGI REGNA LA“COACHING CONFUSIONE”

Come accennavo prima, il Coaching si è diffuso esponenzialmente negli ultimi anni:

siamo sicuri che tutti possano definirsi davvero Coach?

 

 

Purtroppo, non essendoci un albo, ciascuno di noi potrebbe svegliarsi unamattina e dire “Cià che divento un coach”, iniziando a praticare sin da subito senza nessun tipo di competenza in merito; ebbene si, molti lo fanno, perché oggigiorno “fare il coach” fa figo.

Mille tipi di Coach diversi: Mental coach, Spiritual coach, Women Coach, Business Coach, Life Coach, Sport Coach, Teen Coach, Game Coach…e mille altri. Ora, è vero che ciascuna di queste tipologie indica un target, al quale il Coach in questione si rivolge, indicando così la propria clientela e competenze specifiche, ma mi chiedo quanto questa enorme divisone serva davvero e quanto invece porti solo una gran confusione nel campo, che già esiste di base data ancora la non chiarezza a tutti di ciò che è e fa un vero Coach.

In realtà, il Coaching è un metodo ben preciso, studiato negli anni passati e ancora in evoluzione grazie a studi sempre più approfonditi, applicabile a molte sfere esistenti nella vita di ciascuno. Possiamo definire il nostro target si, possiamo acquisire sempre più tecniche ed esperienza ma il metodo base rimane sempre quello dei padri fondatori come John Whitmore e Timothy Gallway.

Di Fuffa Coach (come simpaticamente li definiamo) ce ne sono molti; personalmente credo che ciascuno di noi abbia qualcosa da dare, e se la persona che avete davanti vi sta aiutando positivamente perché non darle fiducia. Credo anche che, purtroppo, molte persone se ne approfittino e svolgano una professione assolutamente inadatta al proprio essere, creando così ulteriori complicazioni ai Coachee con cui lavorano. Il mio consiglio è quello di informarsi, seguire l’istinto, constatare se nella pratica il Coach da noi scelto ci sta aiutando o meno e scegliere la cosa migliore per noi stessi, tenendo sempre in mente una cosa fondamentale:

UN COACH E’ UN COACH, NON FA IL COACH.

QUINDI, ALLA FIN DELLA FIERA, A CHI E A CHE COSA SERVE QUESTO BENEDETTO COACHING?

Come accennato precedentemente, il Coaching è un metodo versatile, applicabile in tutti i campi che fanno parte della nostra vita e diviso nelle varie denominazioni a seconda del target a cui si riferisce. Mi soffermerò, in questo articolo, a parlare del LIFE COACHING, in quanto il primo dei campi in cui ho scelto di specializzarmi.

Il Life Coaching si rivolge a tutte quelle persone che voglio raggiungere un obiettivo, vogliono migliorarsi, sia nella propria professione che nella sfera affettiva, intima e non. Quante volte vorremmo dare di più sul lavoro, essere più efficienti, più organizzati, oppure vorremmo migliorare i nostri rapporti sentimentali o di amicizia, oppure ci sentiamo di non riuscire più a concludere niente? Quante volte vorremmo tutto ciò ma sentiamo di non riuscirci da soli, sentiamo che c’è qualcosa che ci blocca, ci ostacola? Quante volte dobbiamo affrontare dei cambiamenti che ci spaventano e paralizzano?

Ecco che entra il gioco il Life Coach, che ti prende per mano e ti accompagna in un nuovo e splendido viaggio verso una maggior consapevolezza di te stesso.

Come mi piace definirlo, il Life Coaching è un “allenamento per la vita”.

QUINDI, ALLA FIN DELLA FIERA, A CHI E A CHE COSA SERVE QUESTO BENEDETTO COACHING?

 

Come accennato precedentemente, il Coaching è un metodo versatile, applicabile in tutti i campi che fanno parte della nostra vita e diviso nelle varie denominazioni a seconda del target a cui si riferisce. Mi soffermerò, in questo articolo, a parlare del LIFE COACHING, in quanto il primo dei campi in cui ho scelto di specializzarmi.

Il Life Coaching si rivolge a tutte quelle persone che voglio raggiungere un obiettivo, vogliono migliorarsi, sia nella propria professione che nella sfera affettiva, intima e non. Quante volte vorremmo dare di più sul lavoro, essere più efficienti, più organizzati, oppure vorremmo migliorare i nostri rapporti sentimentali o di amicizia, oppure ci sentiamo di non riuscire più a concludere niente? Quante volte vorremmo tutto ciò ma sentiamo di non riuscirci da soli, sentiamo che c’è qualcosa che ci blocca, ci ostacola? Quante volte dobbiamo affrontare dei cambiamenti che ci spaventano e paralizzano?

Ecco che entra il gioco il Life Coach, che ti prende per mano e ti accompagna in un nuovo e splendido viaggio verso una maggior consapevolezza di te stesso.

Come mi piace definirlo, il Life Coaching è un “allenamento per la vita”.

QUALCHE CONSIGLIO UTILE…

Vorrei concludere questo articolo lasciandovi una lista di consigli, secondo me utili sia nella scelta di un Life Coach che nell’affrontare questo splendido viaggio che è la vita:

  • Cerca sempre di capire chi hai davanti, le sue competenze, i suoi studi, la sua sensibilità e la sua motivazione nell’essere Coach

  • Segui il tuo istinto, al di là di qualsiasi carta e documento: sai sempre qual è la cosa migliore per te

  • Tutti hanno qualcosa da dare, purché venga fatto con amore e passione e non solo con il mero fine del guadagno economico

  • Ascoltati, ferma la mente, e cerca di capire nel modo più specifico possibile dove vuoi andare

  • Non avere paura del cambiamento; è una condizione naturale nella vita

  • Rimanere fermi e immobili, non evolvere, è innaturale

  • Datti tutto il tempo di cui hai bisogno, non avere fretta; tutto arriva quando sei pronto/a ad affrontarlo

  • Se senti di non riuscire da solo/a non vergognarti a chiedere aiuto: “Two is megli che one”

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COACH SI È, NON SI FA

ALLA LETTERA…

Letteralmente la parola “Coach”, che deriva dall’inglese “coach” e dal francese “Coche”, significa “vettura” “carrozza”, parole che ci fanno inevitabilmente pensare all’idea di “trasposto”,”guida”.

Il compito di un coach è proprio quello di guidare, accompagnare le persone in un viaggio verso:

  • Il cambiamento
  • La trasformazione personale e professionale
  • La definizione di obiettivi sfidanti
  • La scoperta di sé
  • L’esplorazione di nuovi punti di vista e nuove soluzioni

Wikipedia offre una definizione ottima, a parer mio:

“Il coach è colui che accompagna la persona verso il massimo rendimento attraverso un processo autonomo di apprendimento”.

Quindi noi Coach non ti diamo soluzioni, non ti diamo consigli o suggerimenti:

tu sei unico, speciale, e nessuno meglio di te può sapere quale sia la strada da percorrere.

Noi ti guidiamo alla scoperta di te e del tuo potenziale latente.

 

Un vero Coach vuole che tu sia autonomo, vuole farti diventare il Coach di te stesso.

ESSERE, QUINDI FARE

Con il passare degli anni e lo sviluppo del Coaching, è diventato sempre più evidente e chiaro quanto l’ESSERE sia un passaggio fondamentale prima di arrivare al FARE:

il fare, compiere azioni concrete nel mondo, non dipende solo da quanto facciamo all’esterno, dalle azioni che compiamo, bensì è un processo INSIDE-OUT.

QUANTO FACCIAMO DIPENDE DA CHI SIAMO E DAL NOSTRO ATTEGGIAMENTO INTERIORE.

Qualsiasi azione volta al cambiamento che si focalizza solo sull’esterno è destinata a fallire.

Chi davvero è Coach, chi riesce ad ispirare e a massimizzare il potenziale dei propri Coachee, lo fa in virtù di chi è:

un essere umano autentico.

 

È questo che fa la differenza.

Lo studio, la formazione continua, la curiosità, le competenze…sono tutte cose fondamentali al quale però un vero Coach non si deve mai limitare:

lo sviluppo del fare è direttamente proporzionale a quanto si sviluppa l’essere.

Questa è la chiave.

Questo è essere Coach.

IO SONO UNA COACH

Cosa vuol dire per me essere coach?

Vuol dire:

  • Non giudicare mai me stessa e gli altri: ciascuno ha un mondo interiore che tu non conosci. Rispetta quello degli altri, rispetta il tuo.
  • Ascoltare: non limitarmi ad ascoltare le parole pronunciate ma mettere a totale disposizione degli altri tutto il mio sentire (uditivo, sensoriale, empatico)
  • Essere responsabile: fare il mio lavoro in maniera seria e professionale, ammettere i miei errori, formarmi e allenarmi in continuazione per offrire un servizio sempre più competente. Il cliente è responsabile delle sue azioni ma il Coach è responsabile del processo e del metodo.
  • Essere coerente: sono Coach esattamente come sono Anna Maya, credo e metto in atto gli stessi principi in tutte le sfere della mia vita.
  • Essere trasparente: mostro chi sono davvero, sono limpida, senza maschere.
  • Allearsi: non sono una maestra, non ho perle di saggezza da elargire al mondo, non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno. Mi alleo al mio Coachee, lo affianco e lo supporto in una relazione paritaria.
  • Credere: ciascuno di noi ha tutto quello che gli serve dentro di sè. Credo negli esseri umani e nel loro potenziale, in quello che hanno da dare a se stessi e agli altri. Ciascuno di noi è un contenitore di infinite possibilità.
  • Essere positiva: ogni cosa può essere vista da altri punti di vista. Non vedrai mai il sole se continui a dargli le spalle. Girati.

SI È COACH

Coach si è, non si fa.

Coach si è sia se si sta lavorando, sia se stai vivendo la tua vita privata.

Diventa un modo di pensare, di vivere, di essere, di percepire il mondo e gli altri.

Si è coach per passione, per amore verso se stessi, verso l’universo e chi ci abita.

Non si è Coach per soldi, lo si è per passione, per amore.

Confucio disse: “Trova il lavoro che ami e non lavorerai mai neanche un giorno in tutta la tua vita

Ecco questo è essere Coach.

Chiediti perché fai quello che fai, e se la risposta non è “per amore”, riflettici.

È la vita che volevi?

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